Nel panorama culturale degli Stati Uniti di inizio Novecento, che esprimeva il proprio dinamismo soprattutto sotto il profilo commerciale, e dal quale affioravano impercettibili i primi sintomi dell’omologazione futura, si distinse per qualità e originalità la figura solitaria e risolutamente autonoma di un grandissimo disegnatore. Si chiamava Winsor McCay1 (1871-1934) e aveva iniziato a disegnare giovanissimo, stupendo sin dai primi anni per l’abilità e la rapidità della sua mano.
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Tavole della serie ‘Tales of the Jungle Imps’, di Wilson McCay, pubblicate sul «Cincinnati Enquirer» nel 1903. |
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Frequentò le lezioni dell’attuale Università del Michigan, e in seguito fu John Goodison, abile artigiano del vetro, ad insegnargli i fondamenti della prospettiva, e dal quale probabilmente attinse il gusto Liberty per le forti linee di contorno. Ypsilanti è vicina a Detroit, inoltre, e lì Winsor McCay trovò il suo primo lavoro, presso Wonderland, uno dei cosiddetti Dime Museums, un po’ circo, un po’ vaudeville e anche parco dei divertimenti: disegnava ritratti dei clienti per 25 centesimi ciascuno.
Nel 1903 illustrò la rubrica domenicale del «Cincinnati Enquirer» dal titolo Tales of the Jungle Imps, dedicata alle poesie e ai racconti di “Felix Fiddle” (pseudonimo dell’editore George Chester); l’editore James Gordon Bennet notò la pubblicazione e invitò McCay a lavorare per lui. Il disegnatore accettò e dal 1904 al 1911, trasferitosi a New York, diede vita a una produzione di strisce eccezionale per quantità e qualità. Inizialmente si trattava di tentativi che non andarono a buon fine, e la produzione di Sig Goodenough, di Sister’s Little Sister’s Beau, e quella di The Phurious Phinish of Phoolish Philipe Phunny Phrolics venne interrotta sul nascere.
Ancora nel suo primo anno a New York, nel 1904, Winsor McCay disegnò Little Sammy Sneeze, il suo primo fumetto di successo, pubblicato settimanalmente sul «New York Herald». Nel 1905 disegnò due tra le sue strisce più famose: Rarebit Fiend e Little Nemo in Slumberland, entrambe incentrate sul sogno, segnatamente sugli incubi che seguono un pasto troppo pesante. L’anno successivo Little Nemo appare su una serie di cartoline colorate, poi su libri, giochi e vestiti per bambini.
Probabilmente la sua fama non superò quella dei contemporanei Katzenjammer Kids (Bibì e Bibò), Happy Hooligan (Fortunello), e Buster Brown (Mimmo) – tutti pubblicati in Italia da «Il Corriere dei Piccoli» –, ma Nemo e il suo autore diventarono celebri attraverso un approccio al cinema d’animazione del tutto anticonvenzionale: il disegno di McCay, al contrario di molta produzione coeva, era accurato, ricco di particolari e raffinatissimo nel tratto.
- Consulta la biografia di Winsor McCay su wikipedia > [↩]





























































